{"title":"Indiano","description":"\u003cp\u003e\u003cspan\u003eDietro \u003c\/span\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan\u003eIndiano\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003cspan\u003e ci sono \u003c\/span\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan\u003eMacarena “Maca” Nogara e Charly Gotchac\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003cspan\u003e, argentina lei e francese lui. Due percorsi molto diversi, uniti da esperienze importanti nel mondo del vino e dalla volontà di costruire qualcosa di proprio nella \u003c\/span\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan\u003eSierra de Gredos\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003cspan\u003e.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eMaca ha lavorato per quasi \u003c\/span\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan\u003edieci anni con Matías Riccitelli a Mendoza\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003cspan\u003e, dove è stata anche maître de chai. Il percorso di Charly passa invece da alcuni nomi che hanno segnato profondamente la sua formazione: prima \u003c\/span\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan\u003eDomaine Vacheron a Sancerre\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003cspan\u003e, poi la Borgogna con \u003c\/span\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan\u003eJean-Marc Roulot a Meursault\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003cspan\u003e e quindi \u003c\/span\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan\u003eChâteau Cheval Blanc a Saint-Émilion\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003cspan\u003e. Successivamente arriva l’Argentina e l’esperienza a \u003c\/span\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan\u003eCheval des Andes\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003cspan\u003e, dove incontra Maca. Due percorsi nati praticamente agli antipodi che finiscono per incontrarsi grazie al vino. \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e Testo incollato\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eNel \u003c\/span\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan\u003e2024\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003cspan\u003e nasce Indiano. Il progetto lavora circa \u003c\/span\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan\u003e15 ettari suddivisi in oltre 35 piccole parcelle\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003cspan\u003e, spesso di appena 30 o 40 are, distribuite tra \u003c\/span\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan\u003eCebreros, El Barraco e San Esteban del Valle\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003cspan\u003e. Le vigne si trovano prevalentemente intorno ai \u003c\/span\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan\u003e1.000 metri di altitudine\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003cspan\u003e e tra le parcelle più lontane ci sono quasi \u003c\/span\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan\u003e80 chilometri\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003cspan\u003e. Una complessità logistica che è, in realtà, l’anima stessa del progetto: poter raccontare attraverso i vini le diverse espressioni della Sierra de Gredos. \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e Testo incollato\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eIl \u003c\/span\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan\u003e95% delle vigne poggia sul granito\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003cspan\u003e, spesso fortemente decomposto fino a diventare una sabbia grossolana chiamata localmente \u003c\/span\u003e\u003cem\u003e\u003cspan\u003esablón\u003c\/span\u003e\u003c\/em\u003e\u003cspan\u003e. Sono terreni poveri di materia organica, acidi e fortemente drenanti, sui quali sono riuscite a sopravvivere anche alcune vecchie vigne a piede franco. In alcune zone intorno a Cebreros compaiono invece \u003c\/span\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan\u003eardesia e scisti\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003cspan\u003e. Le densità d’impianto sono storicamente basse, circa \u003c\/span\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan\u003e2.500 ceppi per ettaro\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003cspan\u003e, un adattamento fondamentale in un territorio dove l’acqua può diventare una risorsa preziosa. \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e Testo incollato\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa \u003c\/span\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan\u003eGarnacha\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003cspan\u003e è il cuore del progetto. Le parcelle di San Esteban portano frutto e luminosità, quelle di El Barraco, più alte ed esposte a nord, tensione e acidità, mentre Cebreros, più caldo, dona struttura e tannino. Ogni zona viene vendemmiata e vinificata separatamente prima dell’assemblaggio. L’obiettivo non è raccontare una singola parcella o un singolo paese, ma \u003c\/span\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan\u003ela Sierra de Gredos nel suo insieme, con tutti i suoi contrasti\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003cspan\u003e. \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e New Twist on Gredos' Old Vines …\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eIn cantina l’approccio è libero ma estremamente preciso. \u003c\/span\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan\u003eCemento ovoidale, anfore e grandi contenitori di legno\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003cspan\u003e, fermentazioni spontanee e un utilizzo variabile del grappolo intero, spesso intorno al 50%, anche attraverso la tecnica del \u003c\/span\u003e\u003cem\u003e\u003cspan\u003emille-feuille\u003c\/span\u003e\u003c\/em\u003e\u003cspan\u003e: uno strato diraspato e uno a grappolo intero. Maca e Charly lavorano inoltre con macerazioni lunghe, co-fermentazioni e affinamenti sotto velo, cercando per ogni vino la strada più adatta senza seguire una ricetta prestabilita. \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e Testo incollato\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eUn progetto giovanissimo che ha già attirato l’attenzione della critica internazionale. \u003c\/span\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan\u003eJames Suckling ha inserito il Clarete 2024 nella Top 100 Wines of Spain 2025\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003cspan\u003e, mentre Wine Advocate ha valutato le prime cuvée con \u003c\/span\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan\u003e92 punti per Garnacha e Albillo Real, 91 per Clarete e 92–94 per La Vega\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003cspan\u003e. \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e New Twist on Gredos' Old Vines …\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e WineAdvocate 2nd week Dercember…\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eCon Indiano abbiamo deciso anche noi di superare un confine. Come racconta il progetto \u003c\/span\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan\u003eWine Beyond Borders\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003cspan\u003e, dopo anni dedicati esclusivamente alla Francia abbiamo scelto di uscire per la prima volta dai suoi confini e \u003c\/span\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan\u003eimportare il nostro primo vino dalla Spagna\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003cspan\u003e.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eNon volevamo farlo semplicemente per ampliare la selezione. Volevamo aspettare un progetto nel quale ritrovassimo quello che cerchiamo da sempre: \u003c\/span\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan\u003evecchie vigne, montagna, altitudine, varietà autoctone, lavoro artigianale e una ricerca quasi ossessiva dell’identità del luogo\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003cspan\u003e.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa Sierra de Gredos, Maca e Charly ci hanno convinto a fare questo passo. \u003c\/span\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan\u003eSiamo orgogliosi di questa scelta e, soprattutto, davvero felici che il nostro viaggio oltre la Francia inizi proprio da qui\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e","products":[],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0563\/1531\/4223\/collections\/duotone_28.png?v=1791146134","url":"https:\/\/indigeni.eu\/collections\/indiano.oembed","provider":"Indigeni","version":"1.0","type":"link"}