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Nel cuore del Beaujolais, tra il Mont Brouilly e Morgon, Baptiste Bertrand — per tutti semplicemente “Bart” — coltiva circa 4,5 ettari di vigne nel comune di Charentay, su suoli argillo-calcarei che restituiscono vini di tensione e profondità.
Il suo percorso non nasce direttamente in vigna. Dopo studi in ecologia, con una specializzazione in gestione ambientale e cartografia, Baptiste lavora per oltre dieci anni in diverse organizzazioni e realtà associative in tutta la Francia. Un’esperienza che affina uno sguardo sistemico sul paesaggio e sul rapporto tra uomo e ambiente.
Il ritorno in Beaujolais segna un punto di svolta. Qui gestisce per tre anni un progetto locale legato al territorio viticolo, fino a quando — alla conclusione dell’incarico — l’opportunità di prendere in mano alcune vigne di un vigneron in pensione apre una nuova strada.
Baptiste decide così di radicarsi definitivamente a Charentay, diventando uno dei primi produttori del villaggio a intraprendere un percorso di certificazione biologica, accompagnato da un approccio agricolo rigoroso e sensibile, fortemente influenzato dalla sua formazione ecologica.
In vigna, il lavoro è preciso e rispettoso degli equilibri naturali; in cantina, gli interventi sono ridotti al minimo, con fermentazioni spontanee e un uso molto limitato — se non assente — di solfiti. I suoi vini esprimono con chiarezza l’identità del Gamay su suoli calcarei: energia, bevibilità e una trama minerale che dona slancio e definizione.
Una produzione ancora contenuta, ma già capace di raccontare con coerenza una visione precisa: quella di un Beaujolais contemporaneo, vivo e profondamente legato al suo territorio.