Borgogna
Mas à Tierra
Dettagli
Mas à Tierra è una delle cuvée più rappresentative di La Petite Empreinte, il piccolo domaine fondato da Mélissa Bazin e Romain de Moor nel nord della Borgogna, nel territorio dello Chablisien.
Due giovani vignaioli con un percorso di formazione davvero importante. Mélissa ha lavorato, tra gli altri, al Domaine Labet nel Jura e al Domaine Bruno Clair in Borgogna, mentre Romain ha maturato esperienze con Jean-François Ganevat e Domaine Lapierre, oltre naturalmente al domaine di famiglia, quello di Alice e Olivier de Moor. Esperienze che hanno contribuito a costruire una visione della viticoltura estremamente rispettosa del territorio, con fermentazioni spontanee e interventi ridotti al minimo (in questo caso senza solfiti aggiunti).
Il nome Mas à Tierra si ispira all'isola dell'arcipelago Juan Fernández, al largo del Cile, dove visse naufrago Alexander Selkirk, la cui storia ispirò il personaggio di Robinson Crusoe. Un riferimento scelto per raccontare l'isolamento della piccola parcella da cui nasce questo vino.
Siamo a Vincelottes, nel dipartimento della Yonne, pochi chilometri a sud di Auxerre, su una parcella di appena 0,4 ettari di Pinot Noir piantata nel 1990.
Le uve vengono raccolte manualmente e vinificate a grappolo intero, con fermentazione spontanea. La macerazione è prolungata, accompagnata da pochissimi interventi sulle bucce, per favorire un'estrazione delicata. Segue un affinamento di circa un anno in botti di rovere usate, senza travasi. Il vino viene imbottigliato senza chiarifiche né filtrazioni e senza aggiunta di solforosa.
La degustazione
Quello che ci ha colpito immediatamente di Mas à Tierra è stato il naso. Un naso incredibilmente calcareo, quasi affumicato, con una nota di pietra focaia e grafite di una precisione impressionante.
Personalmente impazzisco per questi profili aromatici, così minerali, così profondi, che mi riportano immediatamente ai grandi terroir kimmeridgiani dello Chablisien.
È uno di quei vini che, alla cieca, solamente al naso, potrebbe tranquillamente portarvi a pensare a un grande Chablis. Poi arriva la bocca e cambia tutto.
Perché qui troviamo un Pinot Noir teso, vibrante, freschissimo, con un'energia che ti travolge. Un vino che non ha bisogno di potenza o concentrazione per impressionare, perché riesce a farlo attraverso la sua precisione, la sua verticalità e una vitalità davvero fuori dal comune.
Per me è un vino travolgente, uno di quelli che ti fanno riflettere su quanto ancora ci sia da scoprire in Borgogna.
E qui voglio fare una considerazione molto personale. Devo ammettere che negli ultimi anni mi ero un po' stancato della Côte d'Or, non certo per la qualità dei suoi grandi vini, che continuo ad ammirare profondamente, ma perché avevo la sensazione di ritrovare spesso gli stessi riferimenti, gli stessi stili e le stesse interpretazioni.
Con vini come Mas à Tierra, invece, ho la sensazione di assistere a una vera evoluzione della Borgogna. Una generazione di vignaioli che sta riscrivendo, a modo suo, il modo di interpretare questo territorio, spostando l'attenzione verso zone meno celebrate, ma capaci di esprimere una personalità incredibile.
E attenzione, non voglio assolutamente sminuire i grandi classici della Borgogna, verso i quali nutro un rispetto enorme. Non sto nemmeno dicendo che questi vini siano migliori.
Sto dicendo che sono nuovi, diversi, e che secondo me rappresentano una delle evoluzioni più interessanti della Borgogna contemporanea.
Mas à Tierra ne è una dimostrazione straordinaria. Un Pinot Noir che riesce a essere profondamente territoriale, elegante e al tempo stesso sorprendentemente moderno, senza perdere nulla della propria identità.
Tipologia
Rosso
Vitigno
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