Sierra De Gredos
Wine beyond borders Clarete
Dettagli
Clarete è una delle cuvée più particolari del progetto Indiano. Il nome richiama un'antica tradizione spagnola, quella del clarete, un vino dal colore a metà strada tra un rosato intenso e un rosso leggero, ottenuto attraverso la co-fermentazione di uve a bacca rossa e bianca.
In questo caso troviamo un assemblaggio insolito: 50% Garnacha e 50% Moscatel de Alejandría, due varietà apparentemente lontane tra loro, ma capaci di trovare un equilibrio sorprendente.
La Garnacha proviene dalle vecchie vigne di Cebreros, mentre il Moscatel viene acquistato da un viticoltore locale nel Barranco de las Cinco Villas, sul versante sud-occidentale della Sierra de Gredos, nei pressi di San Esteban del Valle. Siamo su terreni granitici, in un territorio montuoso dove l'altitudine contribuisce a preservare freschezza e acidità.
Le due varietà vengono vendemmiate separatamente, durante la seconda settimana di settembre, per poi essere riunite in cantina e vinificate insieme in anfore di argilla.
La particolarità della vinificazione è la disposizione delle uve a strati, quasi a formare un millefoglie di Garnacha e Moscatel. La parte inferiore viene diraspata, mentre quella superiore rimane a grappolo intero, favorendo inizialmente una parziale macerazione carbonica.
La macerazione sulle bucce prosegue per circa quattro mesi, fino all'inverno, quando il vino viene pressato e continua il suo affinamento in anfora. Il percorso complessivo dura circa dieci mesi, senza chiarifiche né filtrazioni.
Il Moscatel non è ammesso dal disciplinare della D.O.P. Cebreros, motivo per cui questa cuvée viene commercializzata fuori dalla denominazione. Una scelta coerente (in pieno stile Indigeni) con lo spirito di Wine Beyond Borders: esplorare nuove possibilità senza lasciarsi limitare dai confini delle denominazioni.
La nostra degustazione
Questa è una di quelle cuvée che definirei semplicemente «jamais vu», qualcosa di mai visto, almeno per quanto riguarda la mia esperienza di degustazione.
Già sulla carta un assemblaggio tra una bacca rossa e una bacca bianca, per di più in parti uguali, può lasciare qualche perplessità. E invece qui troviamo una complessità incredibile e soprattutto una finezza che sinceramente non mi aspettavo.
Il naso è sorprendente. Al primo impatto potrebbe sembrare quasi eccessivamente floreale, troppo aromatico, con il Moscatel che sembra voler prendere il sopravvento. Emergono gelsomino, fiori d'arancio, uva fresca e una sottile nota speziata. Ma basta aspettare qualche minuto per capire che non è affatto un vino aromaticamente invadente.
C'è un'eleganza bellissima, una precisione aromatica che non diventa mai pesante o invadente. E, come in tutti i vini di Indiano, più il vino prende ossigeno, più si apre, si distende e acquista profondità. Il profumo evolve continuamente e la sua persistenza diventa sempre più affascinante.
Ma è soprattutto in bocca che questo vino mi ha lasciato senza parole.
Rose, rose antiche, viole. Un vero e proprio bouquet di fiori che si esprime con grande intensità al palato.
Chi mi conosce sa che non sono certo uno di quelli che ama descrivere i vini attraverso interminabili elenchi di fiori e frutti. Anzi, generalmente cerco di evitarlo. Ma in questo caso è impossibile non farlo, perché la sensazione è proprio quella di avere in bocca un bouquet di rose.
La cosa straordinaria è che tutto questo non diventa mai banale, né stucchevole. Il sorso è morbido, avvolgente, ma sempre sostenuto da una bellissima acidità e da una trama tannica finissima, portata dalla Grenache.
E poi arriva il finale, con una delicata nota amaricante di scorza d'arancia che dona ancora più profondità e rende la chiusura fresca, persistente e incredibilmente elegante.
È un vino che gioca continuamente tra intensità e leggerezza, tra ricchezza aromatica e precisione. Una complessità che lo rende anche estremamente interessante a tavola, con possibilità di abbinamento davvero fuori dal comune.
E soprattutto riesce a fare una cosa difficilissima: essere estremamente originale senza perdere equilibrio.
Una di quelle che ti sorprendono davvero, perché ti fanno scoprire qualcosa che non avevi mai incontrato prima.
L'unico problema? Ne producono solamente 1.800 bottiglie. Quindi, se volete scoprirlo, non aspettate troppo!
Tipologia
Vitigno
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